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Il caffè in Italia

Il caffè in Italia
Dalla sua scoperta nel 1570 in poi

Il caffè fece la sua comparsa a Venezia intorno al 1570, grazie al padovano Prospero Alpino, noto botanico e medico, che ne portò alcuni sacchi dall'Oriente.
I Veneziani, quindi, per primi impararono a gustare la bevanda. All'inizio, comunque, il costo della bevanda era molto alto e solo i ricchi potevano permettersi il lusso di acquistarlo, poichè esso era venduto in farmacia.
Dopo l'apertura della prima "bottega del caffè", molte altre ne vennero aperte a Venezia, tanto che il proprietario della prima "caffetteria" fu costretto, per battere la concorrenza, a pubblicare un libretto che esaltava i pregi salutari del prodotto. Siamo nel 1716 e questo opuscoletto può essere considerato un primo documento pubblicitario personalizzato della bottega di un caffettiere.
Nel 1763 Venezia contava ben 218 locali. In breve tempo il caffè divenne un prodotto di alto gradimento, spesso segno di amicizia e di amore: nella città di Venezia, agli inizi del Settecento, corteggiatori ed innamorati presero l'abitudine di inviare alle predilette vassoi ricolmi di cioccolata e caffè quale devota espressione di affetto.
Anche in Italia, come in altri paesi, l'introduzione del caffè si scontrò col parere di alcuni esponenti della Chiesa, tanto che alcuni fanatici cristiani incitarono il Papa Clemente VIII ad interdire la "bevanda del diavolo" ai fedeli. Ma il Papa, assaggiatane una tazza, non fu contrario al suo uso. Grazie all'approvazione e alla benedizione papale, il caffè moltiplicò i suoi successi.

Tags: Bar, Caffè

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